canoa nel lago

Necessario tutelare l’acqua, anche il Papa lo ribadisce

Acqua pubblica e da tutelare

Anche il Papa nel messaggio per la Giornata del Creato ha ribadito: "… desidero richiamare l’attenzione sulla questione dell’acqua, bene primario da tutelare e da mettere a disposizione di tutti”. Difendiamo l’acqua, la nostra fonte di vita, in ogni modo possibile!!

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14 regioni italiane incrementano lo sterminio della nostra fauna

Ancora preaperture in Italia per cacciare!

Erano diversi anni che non si assisteva, da parte delle Regioni, ad una così generalizzata violazione delle norme che tutelano la fauna e che regolano l’attività venatoria. Una situazione gravissima si sta verificando con le cosiddette preaperture. In pratica le Regioni deliberano di anticipare l’avvio della stagione di caccia ai primi giorni di settembre rispetto a quanto stabilito dalla legge (terza domenica di settembre), prolungando così la già lunghissima stagione venatoria (più di 4 mesi).

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Con il WWF mutamenti climatici al cinema di Venezia

Un fotogramma della ricostruzione in 3D dell'orso

Alla settantacinquesima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia il WWF accende i riflettori sul cambiamento climatico. Fino all’8 settembre, ultimo giorno della Rassegna, sul maxischermo del red carpet verrà infatti proiettato lo “short film” d’autore, prodotto e realizzato da EDI Effetti Digitali Italiani per la regia di Gabriele Muccino, sugli effetti dei cambiamenti climatici con al centro il difficile percorso verso la sopravvivenza di mamma orsa con i cuccioli.

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Natura in città: il Rospo comune, un amico “utile” anche a Roma

POZZA, DOLCE POZZA ...

Noi umani, in alcuni modi di dire, tendiamo ad ingoiarlo o a sputarlo: è proprio lui, il rospo. Ma come si è arrivati a trattare in questo modo un anfibio dell’ordine degli anuri come il simpaticissimo rospo comune? Infatti anche nelle favole è stato sempre visto come panciuto e goffo, anche se poi, una volta baciato pur con sofferenza, lasciava sempre il posto ad un bel principe … Forse tutto deriva da antiche e popolari credenze che oltre a vedere nel rospo un animale “non commestibile” lo trovavano viscido al tatto e ripugnante nell’aspetto? E poi finiva sempre nel calderone delle streghe, specie con la coda.

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