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Il Cormorano: un po’ pigro e pescatore formidabile, sempre vicino all’acqua

Il cormorano sa bene quanto sia importante l'acqua

Il Cormorano (Phalacrocorax carbo) è un uccello di grandi dimensioni, con corpo nero e becco ad uncino, appartenente alla famiglia Phalacrocoracidae. Ben adattato sia all'acqua dolce che salata, il cormorano gode di una buona vista fino a nove metri.

Le piume sono permeabili e perciò quest'uccello passa molto tempo al sole per asciugarsi le penne. Le zampe, con grandi membrane, servono a dare una grande spinta sott'acqua. Vola molto bene grazie alle ampie ali e alla forma affusolata, invece il decollo dall'acqua è complicato a causa della posizione eretta delle zampe e del peso dell'acqua che impregna le piume. Il cormorano può essere osservato in quasi tutti i continenti. In Italia esistono nidificazioni sparse, ma sempre in ambienti con vicinanza d'acqua, sia interni come laghi e fiumi, sia sulla costa. A Roma lo si può osservare lungo il Tevere e l’Aniene, e in sosta in molti specchi d’acqua, soprattutto zone umide all’interno delle aree protette. Più volte osservato presso l’Oasi Urbana del Tevere presso lungotevere delle Navi per la quale il WWF Roma e Area Metropolitana sta chiedendo alla Regione l’istituzione di un Monumento Naturale.

Un cormorano nella zona umida del Parco Regionale dell'Appia Antica a Roma - foto A. Fiorillo

Il cormorano può immergersi a notevole profondità, ma solitamente si alimenta in acque poco profonde, portando la preda in superficie. Si ciba di una grande varietà di pesci, sia d'acqua dolce che d'acqua salata. Il cormorano è una delle poche specie di uccelli che possono muovere gli occhi, il che lo aiuta nella caccia. I pesci costituiscono la base essenziale dell'alimentazione dei cormorani, che passano tuttavia solo il 20% della loro giornata a pescare, di preferenza al mattino e all'inizio del pomeriggio: la ricerca del cibo cessa in genere molto prima del tramonto. Le battute di caccia vengono interrotte da frequenti pause, durante le quali i cormorani si riposano e, fermi su banchi di sabbia o di fango, scogli, dighe, aspettano che le penne si asciughino. Questi uccelli non dedicano molto tempo alla ricerca del cibo perché sono pescatori eccezionali: non sanno lanciarsi in picchiata dall'alto dentro l'acqua, ma afferrano la preda con una rapidità strabiliante. In Camargue, il ricercatore tedesco Hafner ha osservato che le battute di caccia duravano raramente più di 3 minuti. In 60 secondi, questo uccello riesce a ingurgitare fino a 30 grammi di pesce. Nuotando sulla superficie dell'acqua, vi affonda a più riprese la testa per scovare le prede. Poi si tuffa per un tempo che va da una trentina di secondi a un minuto sotto l'acqua, dove si sposta tenendo le ali strettamente aderenti al corpo: avanza grazie alla spinta delle zampe e dei piedi che hanno larghe membrane interdigitali. Nello stagno di Etourneau, nella regione meridionale francese della Camargue, Hefner ha osservato nel 1981 due di questi uccelli catturare ciascuno 8 carpe (circa 400 grammi in totale) in 10 immersioni, compiendo tutta l'operazione in non più di una decina di minuti.

Una immagine della Camargue in Provenza, sud della Francia

Molti pescatori vedono nel cormorano un concorrente per la pesca. A causa di ciò esso è stato cacciato fin quasi all'estinzione in passato. Grazie a sforzi di conservazione il suo numero è però aumentato. Al momento esistono circa 450.000 uccelli nidificanti in Europa Occidentale. Per quanto riguarda la nidificazione, le prime uova vengono deposte verso metà aprile e le ultime all'inizio del mese di giugno. Ogni femmina depone 3 o 4 uova (raramente 5 o 6), di colore azzurro pallido o verdastro. Lunghe e ovali (63 millimetri di lunghezza e 40 millimetri di larghezza al massimo), pesano in media 55 grammi e vengono deposte, una dopo l'altra, a intervalli di 2-3 giorni. L'incubazione, che dura da 28 a 31 giorni, inizia dalla deposizione del primo uovo: le schiuse risultano così scaglionate nel tempo e l'ultimo nato di una covata può rompere il guscio una decina di giorni dopo gli altri.

Cormorano in volo - foto C.Benucci

I cormorani sono uccelli estremamente sociali. Vivono insieme in colonie che, nel periodo della riproduzione, comprendono parecchie centinaia di coppie. Durante l'inverno poi la tendenza alla coabitazione si accentua ulteriormente e gli uccelli si raggruppano a migliaia lungo i fiumi o sulle grandi distese di acqua ricavandone parecchi vantaggi: maggiore redditività nella pesca, rinforzo della coesione dei gruppi e sollecitazione dei comportamenti nuziali.

Un esemplare di cormorano