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SOS del WWF in Italia per l’Orso e i suoi fratelli

Anche in Italia si rischia l'estinzione per alcune specie

Abbiamo poco tempo per evitare l’estinzione di animali simbolo della Natura d’Italia, dal 5 al 19 maggio dona al 45590 e aiuta il WWF a salvare le specie italiane più a rischio. Fai battere il ‘cuore’ della nostra natura difendendo lupi, orsi appenninici, lontre, falchi pescatori, gatti selvatici e mammiferi marini.

In circa 40 anni il pianeta è diventato sempre più ‘povero’ di animali: in media, le popolazioni di oltre 4.000  specie significative di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci del mondo sono crollate del 60%, provocando un impatto sugli ecosistemi che muta i dinamici equilibri naturali indispensabili anche per il benessere e lo sviluppo dell’umanità. Il nostro pesante intervento si è fatto sentire anche in Italia dove i numeri di alcune specie simbolo non superano le due cifre: il falco pescatore, scomparso negli anni ’50 e oggi tornato a nidificare grazie ad un importante progetto di reintroduzione che coinvolge l'Oasi WWF di Orbetello, conta solo 4 coppie; la lontra, regina dei fiumi, praticamente scomparsa alla fine dello scorso secolo, ora è in lenta ripresa grazie anche alle Oasi WWF di Campania (Persano, Grotte del Bussento, lago di Conza) e Basilicata (Policoro), con stime tra i 400 e i 600 individui sparsi in nuclei frammentati nelle regioni centro-meridionali e pochissime sulle Alpi orientali.

Un giovane orso marsicano nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise - foto di © M.Micheletti WWF

Appena 50 orsi marsicani sono confinati nell’Appennino in un territorio denso di infrastrutture e di trappole mortali, tra cui lacci e veleno. Del gatto selvatico addirittura non si hanno stime per quanto è raro e schivo, ma le carcasse degli esemplari investiti, insieme alla più sottile minaccia dell’ibridazione con il gatto domestico, sono la macabra conferma di quanto questo animale sia minacciato. Del ‘fratello’ lupo, riuscito a espandersi naturalmente fino a 2.000 individui dai pochi salvati dal pericolo di estinzione degli anni ’70 grazie proprio a un ampio programma di conservazione del WWF, ne cadono ogni anno 3-400 sotto i colpi di bracconieri e investiti dalle auto. Anche il mare ci restituisce un bollettino scoraggiante: oltre 200 individui di varie specie di cetacei, i ‘mammiferi degli oceani’, restano spiaggiati ogni anno per infezioni e inquinamento, dove la plastica e le microplastiche  giocano un ruolo importante.

Solo 50 gli esemplari di Orso bruno marsicano nell'Appennino

RISCHIO ESTINZIONE PER L’ORSO DELL’APPENNINO
Col  PROGETTO ‘NATURA D’ITALIA’ il WWF vuole utilizzare il sistema delle 100 aree protette – le Oasi - gestite dall’associazione per fermare il declino di quelle specie che oggi stanno affrontando nuove e più gravi minacce e che rappresentano un grande valore per la natura d’Italia. Fino ad oggi  le Oasi WWF hanno salvato  specie  come il cavaliere d’Italia (grazie all'Oasi di Burano e Orbetello) e sottospecie come il cervo sardo (Oasi di Monte Arcosu) nonchè habitat preziosi e sempre più rari, ma la corsa verso l’estinzione per alcune specie ancora non si è fermata. Il progetto avrà un focus d’azione per affrontare la maggiore emergenza per la biodiversità italiana: la salvezza dell’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus). Siamo, infatti, custodi di una sottospecie che vive solo nelle montagne dell’Italia centrale e che rischia di estinguersi se non si mettono in campo azioni urgenti per incrementare ed espandere la sua popolazione, gestire i conflitti e fermare il bracconaggio. Così braccato, l’orso gentile (questa sottospecie si è infatti adattata alla stretta convivenza con l’uomo grazie alla progressiva riduzione genetica dell’aggressività) è a rischio scomparsa entro pochi decenni se non si riducono in maniera significativa le cause di mortalità.

Giovane orso nel Parco d'Abruzzo - foto di © V. Mastrella Archivio Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Ogni donazione al WWF sarà impiegata, in collaborazione con enti e aree protette che già si adoperano per la sua conservazione, per mettere in sicurezza i ‘corridoi naturali’ che collegano le aree protette rendendo più idonei per l’orso i passaggi  tra le infrastrutture stradali e installando appositi dissuasori acustici per ridurre la mortalità degli animali lungo le strade. Col progetto Natura d’Italia, il WWF vuole anche sostenere le popolazioni locali nella convivenza pacifica con questo mammifero, distribuendo recinzioni a difesa di arnie e allevamenti, ma anche aiutando a gestire correttamente le coltivazioni di frutta e altre risorse appetibili per gli orsi. Il WWF vuole anche contribuire a ridurre il rischio sanitario vaccinando gli animali domestici che possono trasmettere malattie mortali all’orso, e aiutando i nuclei antibracconaggio a sventare esche avvelenate e trappole con dotazioni tecnologiche di sorveglianza. Coi fondi raccolti il WWF vuole infine creare nell’Oasi Gole del Sagittario in Abruzzo un vero e proprio Centro dedicato alla Convivenza tra uomini e orsi come fulcro di attività di sensibilizzazione e mostre interattive permanenti.
LA GIORNATA DELLE OASI
La raccolta fondi per salvare le specie simbolo d’Italia culminerà domenica 19 maggio quando si potranno visitare gratuitamente le 100 Oasi WWF: per quella giornata la Natura sarà in festa con eventi in tutta Italia, dal nord al sud, animate da eventi, iniziative, manifestazioni che coinvolgeranno grandi e piccoli. Sono in programma visite guidate, giochi didattici, liberazione di animali curati e pronti a tornare in libertà, mostre, eventi culturali, mercatini con prodotti bio e visite notturne.