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2 febbraio 2018: Giornata Mondiale delle Zone Umide

Roma Capitale: area umida della Cerelletta

Al via la campagna del WWF per la tutela e la sensibilizzazione delle piccole zone umide, con il grande ruolo che può essere giocato dalle aree urbane.

Nel 1997 la Convenzione di Ramsar proclamò il 2 febbraio la giornata mondiale delle aree umide e, a distanza di circa due decenni, con il titolo “Le zone umide per il futuro sostenibile delle città” (Wetlands for the sustainable urban future) è stata interamente dedicata al tema degli ecosistemi acquatici che ricadono nei territori urbanizzati con l'obiettivo di ripristinarli, di ridurre l'eccessivo consumo di acqua e fermare il ruscellamento delle acque piovane, di coinvolgere i cittadini sul tema e di integrare le aree umide nelle politiche e nella pianificazione.

Roma Capitale: una visuale del laghetto di Roma est

“Coinvolgeremo gli abitanti di Roma e della Città Metropolitana per aiutarci a conoscere le piccole aree umide presenti sul territorio, magari prossime alle loro abitazioni e condividere  la bellezza e la ricchezza della vita che queste ospitano, le straordinarie ed irrinunciabili funzioni che svolgono per il benessere dell’uomo e dell’ambiente” dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana.

Roma Capitale: il lago della ex-snia nei pressi di Largo Preneste

La Convenzione di Ramsar, a quasi cinquant'anni dalla sua prima dichiarazione, ha espresso ancora una volta in maniera forte la volontà di contribuire all'attuazione dello sviluppo sostenibile in pieno accordo con l'Agenda 2030 per rendere gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili, nel raggiungimento della resilienza economica, sociale e naturale delle città. La Capitale e i centri urbani dell’area metropolitana hanno bisogno delle aree umide già presenti e di quelle di neoformazione, tutti possiamo e dobbiamo operare per garantirne la tutela e la conservazione, attuando scelte responsabili e compatibili con un territorio vulnerabile ed esposto a minacce crescenti.

Roma Capitale: il lago di Villa Pamphili