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Pressioni vergognose sulle Regioni per poter uccidere la Tortora selvatica

Tortora selvatica a forte rischio

20 aprile 2021 - Oggi la Conferenza Stato-Regioni decide sulla sorte della Tortora selvatica. Le forti pressioni del mondo venatorio per ucciderla condizioneranno le Regioni? Le associazioni ENPA– LAC – LAV– LIPU BirdLife Italia– WWF Italia sostengono che la tutela di una specie a serio rischio non può essere piegata agli interessi dei cacciatori.

"E' indispensabile garantire piena protezione alla Tortora selvatica, con la moratoria della caccia o quantomeno l’assoluto divieto di abbattimenti in preapertura. Il Ministro Cingolani intervenga, a difesa di una specie ad alto rischio”. Questo il pensiero delle associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu-BirdLife Italia e WWF Italia in occasione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano nella quale si discuterà la proposta di Piano di gestione nazionale della Tortora selvatica (Streptopelia turtur) elaborata da Ispra. Il grave stato di conservazione della Tortora selvatica è dimostrato tanto dallo studio di BirdLife International (si veda nota), nel quale la specie è classificata come SPEC1, cioè globalmente minacciata, confermato dalla classificazione in Vulnerable della Lista rossa mondiale, quanto dagli studi di Reporting ai sensi delle Direttive Uccelli e Habitat, in cui il trend della popolazione è Decreasing.

Tortora selvatica - foto © Lipu

A questo si aggiungono le risultanze del rapporto del Nadeg (Gruppo di esperti dell’Unione europea sulle Direttive Habitat e Uccelli) da cui emerge che la specie è considerata ‘non sicura’ e richiede azioni consequenziali. Si tratta dunque di una situazione di assoluta evidenza e priorità, già evidenziata nel recente passato dalla Commissione europea, che non può che portare alla decisione di una moratoria della caccia sulla specie e solo in subordine ad un divieto assoluto di abbatterla nel periodo di preapertura. Ogni diversa deliberazione comporterebbe un grave danno alla specie e un'evidente inadempienza dei soggetti istituzionali e tecnici preposti alla protezione del patrimonio dello Stato e all'adozione delle misure necessarie per l'adeguata conservazione di specie e popolazioni di uccelli selvatici. Per questo l’appello al Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: porti la posizione forte del suo Ministero e non ceda all’incredibile pressione delle Regioni, che sembrano aver dimenticato il loro profilo pubblico per sposare in pieno le istanze delle associazioni venatorie. Una situazione che non esitiamo a definire scabrosa e che merita un’attenta riflessione istituzionale".