Le politiche climatiche sono vitali per l’Europa
1 maggio 2026 - L’ultimo report dell’ECMWF e dell’OMM dà l’allarme sull’innalzamento delle temperature in Europa e i suoi effetti sulla vita dei cittadini europei e sulla biodiversità del continente. “Tutta l’Europa è già colpita dagli impatti del cambiamento climatico, a dimostrazione del fatto che le politiche climatiche sono vitali per il futuro di tutti e tutte, ma in particolare per l’Europa e per l’Italia”.
Il WWF commenta i dati pubblicati nel rapporto European State of the Climate (ESOTC) 2025, redatto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), che gestisce il Servizio sui cambiamenti climatici di Copernicus, e dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM). Secondo il report, nel 2025 almeno il 95% del territorio europeo ha registrato temperature annuali superiori alla media, mentre l'area continentale in cui si registrano giornate invernali con temperature sotto lo zero è in calo.
Record di temperature negli oceani
Nel 2025, la regione oceanica europea ha registrato la temperatura annuale della superficie del mare più alta mai registrata, segnando il quarto anno consecutivo di caldo record. Questa tendenza a lungo termine ha un impatto negativo sulla biodiversità, sulle specie e sugli habitat. Le ondate di calore marine possono anche coincidere con quelle terrestri, contribuendo a temperature e umidità più estreme, anche durante la notte, il che può rallentare il recupero delle persone dallo stress da calore e disturbare il sonno. A soffrire particolarmente è il “nostro” Mediterraneo. Negli ultimi tre anni, questo mare ha registrato almeno un giorno caratterizzato da condizioni di “forte” ondata di calore marina, e nel 2025 la temperatura media annuale della superficie del mare è stata la seconda più alta mai osservata.
L'allarme siccità e incendi
In tutta Europa, circa il 70% dei fiumi ha registrato portate inferiori alla media, mentre dal punto di vista dell’umidità del suolo si è trattato di uno dei tre anni più secchi dal 1992. A maggio, circa metà dell’Europa (53%) era colpita da condizioni di siccità. Questi andamenti riflettono una combinazione di fattori, tra cui la circolazione atmosferica e la variabilità delle precipitazioni, oltre alle tendenze climatiche a lungo termine. Un altro triste record è quello degli incendi. Lo scorso anno gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.034.550 ettari, la superficie più estesa mai registrata. Si tratta di un'area più estesa di Cipro. Le emissioni legate a questi eventi hanno raggiunto i livelli più alti mai registrati.
Gli effetti del cambiamento climatico incidono sempre più sulla biodiversità
I numerosi eventi estremi verificatisi nel 2025 – tra cui siccità, incendi boschivi e ondate di calore terrestri e marine – hanno avuto ripercussioni sulla biodiversità degli ecosistemi marini e terrestri. Inoltre, la natura è sottoposta a uno stress crescente a causa della riduzione e dello spostamento degli habitat, dell’alterazione dei modelli stagionali dovuta all’aumento delle temperature e dei cambiamenti nelle precipitazioni. Il rapporto illustra esempi concreti degli impatti dei cambiamenti climatici su ecosistemi sensibili, come gli effetti delle ondate di calore marine sulle praterie di fanerogame marine nel Mar Mediterraneo e gli incendi nelle torbiere. La governance ambientale in Europa ha riconosciuto sempre più gli stretti legami tra clima e biodiversità, con approcci coordinati “natura-clima” volti a rafforzare la resilienza degli ecosistemi. Sebbene questi passi rappresentino azioni importanti, i progressi in Europa devono accelerare per fare di più e meglio, al fine di proteggere la natura e la biodiversità.
Una crisi anche economica
Ai dati dell’ESOTC sugli impatti della crisi climatica in corso fanno riscontro quelli sulle perdite economiche. Secondo l’ultimo report del Swiss Re Institute, nel 2025 le perdite legate ai disastri naturali, aumentati di numero e intensità dal cambiamento climatico provocato dall’uso dei combustibili fossili, hanno causato a livello globale danni per ben 235 miliardi di dollari. “Il clima e la biodiversità sono in crisi ma, come la rana nella pentola che bolle, i governi vedono le altre crisi, senza accorgersi delle cause. Purtroppo, i cittadini europei già soffrono le conseguenze della temperatura che nel vecchio continente aumenta più che altrove. Il territorio italiano, poi, ha già tanti motivi di fragilità e dissesto che rischiano di essere esponenzialmente moltiplicati dagli impatti climatici. Occorre anche considerare che il nostro Paese è immerso in un mare sempre più caldo, che alimenta fenomeni sempre più intensi, che le nostre riserve e le nostre montagne sono a rischio perché i ghiacciai che si fondono sempre più rapidamente, mentre le ondate di calore sempre più intense e frequenti e la scarsità delle precipitazioni aumentano il rischio siccità. Insomma, invece di alimentare la stucchevole narrativa ideologica contro il green deal, noi dovremmo essere in testa alla UE per chiedere politiche climatiche efficaci e il rapido abbandono dei combustibili fossili: perché non lo siamo?”, ha dichiarato Mariagrazia Midulla Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia

