Volontari del WWF Roma e Area Metropolitana proseguono il censimento delle aree umide della Capitale
2 febbraio 2026 - Prosegue il censimento delle zone umide nella Capitale avviato dall’inizio dello scorso anno: nella mattinata di domenica 1° febbraio (il giorno precedente la Giornata Mondiale delle Zone Umide) i volontari del WWF Roma e Area Metropolitana hanno effettuato due sopralluoghi, sempre con l’intento di rilevare caratteristiche ambientali e stato di salute delle aree interessate, con particolare attenzione alla fauna selvatica minore. Visitati l’ansa morta del Tevere (posta accanto al drizzagno di Spinaceto) e il laghetto dell’Eur.
PRIMA TAPPA presso l’ansa morta del Tevere, posta accanto al drizzagno di Spinaceto (opera idraulica realizzata nel 1940, che ha tagliato un meandro del fiume), nel lato esterno al raccordo anulare. Il corso del Tevere venne rettificato tra il 1938 e il 1940 al fine di abbassare i livelli di piena in città e per consentire la realizzazione di un idroscalo a causa degli eventi bellici. L’idroscalo non venne più costruito ma l’opera idraulica, il drizzagno appunto, fu realizzata determinando in tal modo un accorciamento del corso del Tevere di circa 3 km. A testimoniare l’originario tracciato del fiume con l’antica ansa, oggi tagliato esattamente a metà dalle corsie del grande raccordo anulare, restano alcuni piccoli specchi d’acqua isolati dal contesto e circondati da campi da golf e coltivazioni. Tali ambienti residuali e di limitata estensione sono di indubbio interesse naturalistico. https://www.riservalitoraleromano.it/venue/il-meandro-di-spinaceto/ Nel sito è stata avvistata soprattutto avifauna, legata sia alle zone umide che ai prati: alzavola, cormorano, codirosso spazzacamino, cinciallegra, codibugnolo, usignolo di fiume e vari altri passeriformi in volo. Presente anche il picchio rosso maggiore (plausibile presenza del picchio rosso minore) e il gheppio, mentre nelle piccole aree umide è stata vista ed ascoltata la rana verde in canto. Infine, rinvenute tracce di istrice.
SECONDA TAPPA Laghetto dell’EUR, dove sono stati osservati anatidi, soprattutto germani reali, di cui alcuni ibridi e altre specie alloctone, oltre a cormorani e gabbiani. Del tutto assenti specie che dovrebbero essere comuni, come rane verdi e rospi: l'unico rettile avvistato una tartaruga dalle orecchie gialle, specie di origine nord americana. Il censimento del WWF Roma e Area Metropolitana ci segnala anche quei fattori di minaccia che possono compromettere la biodiversità di questi piccoli quanto preziosi ecosistemi. Certamente tra questi troviamo la presenza di specie alloctone, introdotte in Natura dall’uomo e che spesso entrano in competizione con la fauna selvatica. Che la Giornata Mondiale delle Zone Umide sia un’occasione di riflessione per tutti anche sulla responsabilità che assumiamo quando scegliamo un animale da compagnia, non meno sul rispetto e sull’impegno che siamo chiamati a garantire.
