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22 maggio giornata mondiale della biodiversità

foto Luigi Ianniello - Lago di Bracciano

22 maggio 2022 - Giornata mondiale della biodiversità. La situazione nel Lazio impone urgenza di tutela, sono necessarie azioni immediate. L’espansione delle aree urbane è diventata nel corso del tempo una variabile indipendente ai reali bisogni abitativi e di infrastrutturazione. Le minacce alla biodiversità sono molteplici, dirette o indirette.

Il 22 Maggio si celebra la giornata mondiale della biodiversità che ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini riguardo l’importanza della sua tutela. La biodiversità viene definita come la varietà degli organismi viventi di ogni origine, compresi gli ecosistemi terrestri, marini ed altri ecosistemi acquatici, e i complessi ecologici di cui fanno parte; ciò include la diversità nell’ambito delle specie e tra gli ecosistemi.

foto © Andrey Nekrasov - WWF

La sua conservazione è l’impegno che siamo chiamati ad onorare se vogliamo conservare la vita sulla terra e garantire agli esseri viventi di adattarsi e resistere ai mutamenti ambientali e climatici. A tutela urgente del nostro patrimonio naturale il WWF Italia chiede l’istituzione del Garante della Natura, una figura di garanzia che sul tema natura possa svolgere nel nostro Paese funzioni regolatorie, di vigilanza, di controllo e monitoraggio, di accertamento e di risoluzione dei conflitti.

foto © Martin Harvey WWF

Una Authority che, al pari di quanto avviene già per altri settori sensibili, possa essere portatore di una visione d’insieme e sistemica, e che possa in particolare garantire la coerenza e la tempestività delle azioni rispetto agli obiettivi fissati nella Strategia Nazionale per la Biodiversità. La Natura è al collasso e ora è necessario fare prima possibile tutto quello che avremmo potuto e dovuto almeno a partire da 30 anni fa. In Italia i paesaggi naturali si estendono per circa 857.151 ettari e comprendono i paesaggi naturali propriamente detti, le aree naturali di continuità e le aree agricole naturali.

foto © Thomas Cristofoletti

Circa il 44% di tale insieme è oggi incluso nel sistema delle aree protette e, pertanto, va tutelato poiché svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico ambientale e sociale. Il WWF Roma e Area Metropolitana ricorda che nel Lazio, i paesaggi naturali coprono circa il 39% del territorio regionale e sono prevalentemente sviluppati lungo il settore appenninico, preappenninico e nel settore del complesso vulcanico tolfetano. Accanto ad essi si sviluppano i paesaggi agricoli, il paesaggio insediativo (caratterizzato da aree edificate), gli insediamenti urbani che hanno il loro fulcro nell’area metropolitana di Roma, nella fascia costiera a sud della Capitale e nel frusinate.

Lupo - foto F. Cianchi

L’espansione delle aree urbane è diventata nel corso del tempo una variabile indipendente ai reali bisogni abitativi e di infrastrutturazione. Di qui la necessità di politiche che sempre più scoraggino e impediscano il consumo del suolo e la distruzione del paesaggio.
Le minacce alla biodiversità sono molteplici, dirette o indirette, tra cui:
-          CAMBIAMENTI CLIMATICI
-          SOLLEVAMENTO DEL LIVELLO MARINO
-          INCREMENTO DELL’ARIDITÀ
-          MODIFICA DEGLI ECOSISTEMI
-          ATTIVITÀ AGRICOLE E ZOOTECNICHE
-          INCENDI
-          L’ATTIVITÀ VENATORIA
Grazie alle caratteristiche del territorio laziale sono presenti circa 60 tipologie di habitat di interesse comunitario che solo in parte trovano tutela nei Siti di Importanza Comunitaria, nelle Zone di Protezione Speciale e nel sistema delle Aree protette. Occorre quindi prefissare degli obiettivi strategici per tutelare la diversità biologica, ed il WWF ne propone diversi, tra cui:
-          Conservazione delle Aree prioritarie. Assicurare la composizione, la struttura e la funzionalità ecologica delle aree prioritarie regionali.
-          Connettività. Garantire la naturalità diffusa e la funzionalità ecologica dei territori esterni e in relazione con le aree prioritarie assicurandone la gestione sostenibile.
-          Bacini Idrici - Assicurare la tutela e gestione sostenibile degli ecosistemi fluviali e lacustri di interesse regionale.
-          Specie migratrici - Assicurare il ruolo funzionale dell’intera ecoregione per le specie migratrici attraverso la tutela delle rotte di migrazione.
-          Ecosistemi insulari - Assicurare la tutela degli ecosistemi insulari (Isole Pontine), terrestri e marini, attraverso la produzione di modelli socio-economici compatibili.
-          Rete delle aree protette - Assicurare la conservazione dei valori ecoregionali di biodiversità attraverso il ruolo efficace della rete delle aree protette e dei siti Natura 2000.
-          Aree marine - Garantire la gestione delle aree marine ad elevata biodiversità ecoregionale.
-          Pesca - Assicurare forme sostenibili delle attività di pesca e di acquacoltura in mare.
-          Piano della Biodiversità - Adattare la pianificazione ai valori della Biodiversità
-          Adattamenti ai cambiamenti climatici.
I dati ci dicono che la diversità del paesaggio naturale regionale è sottoposta a forme di pressione antropica che, in un quadro climatico in evoluzione, ne minacciano l’integrità. L’auspicio è dunque quello che attraverso l’adozione della strategia regionale sulla biodiversità e la precisazione di piani operativi triennali, la Regione Lazio colga questa importante sfida e la traduca in azioni efficaci in un intervallo temporale, che coerentemente con quanto precisato dalla Commissione Europea nella Comunicazione del 3 maggio 2011 (COM[2011] 244 final), rispetti le scadenze stabilite: tra il 2020 e il 2050 la scadenza intermedia e nel 2050 quella finale per arrestare la perdita di biodiversità nel Lazio.

foto © Charlotte Farlow