lago-secco-banner

Il WWF al neoeletto Sindaco Roberto Gualtieri: fare di Roma la Capitale europea della biodiversità

Roma Capitale - la basilica di San Giovanni

19 ottobre 2021 - Il WWF Roma e Area Metropolitana si rivolge al neoeletto Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Maggini: “Indichiamo 10 temi e per ognuno 3 mosse. Agricoltura, Aree naturali protette, Clima, Fauna selvatica, Mare e dune, Mobilità, Rifiuti. Tevere, Urbanistica, Verde urbano

“Facciamo i nostri migliori auguri al Sindaco Gualtieri – dichiara Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana - esprimendo l’auspicio che da subito possa avviarsi un percorso deciso e progressivo per fare di Roma la Capitale Europea della Biodiversità. Non mancano certo le premesse per raggiungere questo ambizioso traguardo, stante la ricchezza e la bellezza che la Natura esprime ancora oggi nella Città Eterna. Il WWF propone dieci temi strategici dai quali partire e per ciascuno di questi tre punti di partenza sui quali misurare la concretezza del governo della Città. Il WWF è pienamente disponibile al confronto e certamente metterà a disposizione degli approfondimenti sui temi individuati agli assessorati competenti appena verrà insediata la nuova Giunta. Saremmo tuttavia lieti di cogliere nell’immediato dal Sindaco Gualtieri un cenno di attenzione alla sfida che il WWF propone per il futuro della Capitale.”

Roma Capitale - Porta Maggiore

Il WWF ha recentemente celebrato la V Edizione di Urban Nature, l’evento nazionale dedicato alla Natura in Città ed ancora una volta ha raccolta l’interesse partecipato di tanti cittadini, riconoscendo alla Capitale un primato in termini di biodiversità urbana e chiedendone maggior rispetto ed una sana e competente capacità di gestione. “Un’attenzione particolare merita il mare di Roma – dichiara Gabriella Villani Presidente del WWF Litorale Laziale – Il mare a Roma è un aspetto troppo spesso dimenticato o trascurato. Roma capitale della biodiversità abbraccia la costa ed il mare, con un patrimonio naturale di enorme valore che attende da decenni azioni di cura programmate con visione di insieme. Il mare, la costa e le dune si tutelano se curiamo la qualità delle acque che arrivano al mare, la depurazione insieme allo smaltimento delle acque meteoriche, gestiamo concretamente il patrimonio naturale, curiamo il trasporto pubblico e la ciclabilità.” Dieci i temi che intanto il WWF pone all’attenzione, 30 i passi dai quali chiede di avviare il confronto e le azioni per fare di Roma la Capitale Europea della Biodiversità
30 PASSI VERSO IL TRAGUARDO DI CAPITALE DELLA BIODIVERSITÀ

Campi coltivati

AGRICOLTURA
-    Rilancio delle Tenute agricole comunali, con un approccio multifunzionale che esalti la ricchezza di natura che questi luoghi ospitano e che tornino ad essere anche occasione di promozione del territorio grazie alle produzioni di qualità delle quali sono potenzialmente capaci;
-    Roma e la Lupa tornano ad incontrarsi. Il lupo è infatti tornato a vivere stabilmente nell’area della Città Metropolitana e faziosamente qualcuno già lancia allarmismi in virtù del potenziale conflitto tra questa specie iconica e gli allevatori. Sono ben note le misure per garantire una serena convivenza tra uomo e lupo e certo la città che ne vanta l’immagine non può sottrarsi dal farsi capofila di un processo di facilitazione che rassereni e garantisca gli allevatori e permetta al lupo di vivere nei luoghi che da sempre gli appartengono;
-    Roma può e deve essere anche la Capitale degli impollinatori, oggi fortemente minacciati dal cambiamento climatico come dalle tante sostanze chimiche ancora in uso in agricoltura e nei trattamenti adulticidi della zanzara tigre. Comune con la maggiore estensione di territorio agricolo in Europa, Roma può e deve fare degli impollinatori una propria scommessa, promuovendone con forza la conoscenza ai cittadini, a partire dalle scuole, facendone apprezzare il valore e la varietà delle tante specie, nostre concittadine.

Monti Simbruini

AREE NATURALI PROTETTE
-    Roma ospita un importante Rete di Aree Naturali Protette, componente primaria della Rete Ecologica, tuttavia troppo spesso pensata come insieme di singole unità territoriali e non invece come sistema vero e proprio, caratterizzato da connessioni che ne esalterebbero le potenzialità in termini di conservazione e servizi ecosistemici, permettendo una rilettura della Città a partire da Parchi e Riserve;
-    le Aree Naturali Protette sono straordinari laboratori di educazione ambientale, rappresentano un’occasione per sperimentare nuove forme di outdoor education, tema oggi al centro di un importante dibattito alimentato dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Roma, in ragione dello straordinario valore del Sistema di Parchi e Riserve che accoglie, può svolgere un ruolo rilevante nel fondamentale rilancio dell’Educazione Ambientale, non solo a beneficio dei più giovani;
-    l’emergenza sanitaria ha favorito la riscoperta delle Aree Naturali Protette di Roma, riproponendo l’esigenza di affrontare le modalità di fruizione delle stesse. Dall’una le Aree Naturali Protette sono talvolta frammentate in grandi proprietà private che a tutt’oggi non permettono di goderne appieno, dall’altra, la pressione che la popolazione romana può esercitare su luoghi anche molto vulnerabili, va gestita opportunamente evitando dannose derive.

Ghiacciai in scioglimento

CLIMA
-    La Capitale, grazie alla sua conformazione geologica, favorisce lo sviluppo di aree potenzialmente allagate: ciò è particolarmente vero nelle aree limitrofe alla valle del Tevere, o in quelle in cui i numerosi depositi di limo ed argilla possono agevolare il ristagno di acqua in superficie, dando così origine a pozze d'acqua più o meno temporanee o a prati allagati. Il ripristino o la creazione di zone umide rientra tra le tipologie di azioni in grado di rispondere, alle crescenti esigenze di adattamento ai cambiamenti climatici. Si pensi allo stoccaggio d’acqua nei periodi di pioggia di cui queste aree sono capaci;
-    ripensare spazi che oggi guardiamo distrattamente, magari restituendo terreno agli alberi che ornano le nostre strade, rimuovendo il bitume che spesso tende a sopraffarne le radici, aiutando l’infiltrazione dell’acqua (rallentandone il ruscellamento) e diminuendo il calore altrimenti generato, offrendo contestualmente nuove opportunità alla biodiversità urbana;
-    occorre sostenere l’adozione di pareti e tetti verdi, sia per favorire l’adattamento ai cambianti climatici, aumentando le superfici che possano contrastare l’effetto isola di calore, sia per consentire maggiori spazi utili alle esigenze di impollinatori e di altre specie di rilievo entomologico e di ristoro per i piccoli uccelli che attraversano i cieli della Capitale durante il periodo migratorio.

Volpe a Villa Pamphili

FAUNA SELVATICA
-    Occorre promuovere e sostenere la sensibilizzazione alla coesistenza con specie selvatiche che vivono ormai stabilmente in città, richiamando quei comportamenti scorretti che creano presupposto di conflitto, come il favorire prossimità all’abitato fornendo loro cibo;
-    per quanto attiene la presenza dei cinghiali nella Città metropolitana di Roma Capitale sarebbe importante costituire un nucleo interforce (Polizia Municipale, Polizia della Città Metropolitana, Guardiaparco e Carabinieri-Forestali) che urgentemente indaghi eventuali casi di detenzione non autorizzati di questa specie e che verifichi inoltre quelli invece autorizzati (anche la singola coppia riproduttiva). Troppo spesso il comportamento dei cinghiali avvistati in città e nelle aree periurbane è stato tanto confidente da far pensare che siano abituati alla presenza dell’uomo e che possano essere dunque animali tenuti in cattività, ma, palesemente, non controllati;
-    avviare una campagna di sensibilizzazione sulle specie alloctone e sulle minacce che la loro presenza può portare alla biodiversità urbana (e non solo), segnalando i comportamenti da evitare per prevenire i gravi danni che ne possono conseguire.

Il mare di Ostia

MARE e DUNE
-    Il mare legato alla città di Roma è forse l’aspetto meno conosciuto e soprattutto meno riconosciuto alla Capitale. E dire che Roma è l’unica capitale europea ad avere all’interno del proprio territorio una costa con le dune, circa 8 km da Castelporziano a Capocotta. Un tesoro vero e proprio è il paesaggio delle dune costiere con la caratteristica vegetazione, la splendida macchia e un eccezionale bosco mediterraneo. Queste dune sono tutelate solo sulla carta purtroppo nonostante si trovino all’interno di un Sito di Interesse Comunitario, che è anche Zona di Protezione Speciale, mentre la parte più a Sud è compresa nella Riserva Naturale Statale “Litorale Romano”.
Le dune inoltre rappresentano un baluardo a difesa della costa dall’erosione.
Per conservare il patrimonio naturale e la biodiversità presente a Castel Porziano e Capocotta occorre una vera gestione naturalistica in modo da rendere compatibile la presenza dei bagnanti con la conservazione dell’ecosistema;
-    per il resto dell’arenile di Roma occorre definire una forma di gestione in virtù della quale l’accesso al mare sia veramente libero, cosi come a Rimini. Un tale provvedimento, distribuendo in modo più omogeneo le presenze durante la stagione balneare, farebbe diminuire la pressione antropica sulle spiagge libere di Catel Porziano e Capocotta a beneficio e tutela della biodiversità;
-    risulta di primaria importanza organizzare attività di sensibilizzazione nei confronti del grande patrimonio naturale costituito dall’ecosistema dunale. L’attività di educazione ambientale è il punto di partenza per la valorizzazione del bene comune: allargare la consapevolezza circa l’importanza e la funzione delle dune costiere significa aggiungere un nuovo tesoro alla Capitale.

Ciclabile Tiberina

MOBILITÀ
-    Roma è estesa su un vasto territorio attraversato da una rete viaria altrettanto importante, spesso percorsa a velocità sostenute dagli automezzi. Non è pertanto infrequente ritrovare animali selvatici investiti, in una città ricca di biodiversità. Sarebbe importante, soprattutto nei punti noti per essere funzionali all’attraversamento della fauna, adottare misure che consentano agli animali di superare indenni l’infrastruttura stradale (ad es. sottopassi dedicati, già altrove diffusi) e che porterebbero giovamento anche alla sicurezza di automobilisti e di centauri;
-    rilanciare le ciclabili che costeggiano il Fiume, garantendone maggiore manutenzione e sicurezza, cogliendo al tempo stesso l’opportunità di rendere pienamente fruibili gli ambienti limitrofi, realizzando interventi di riqualificazione ove necessari. Ne è un esempio l’area di Tor di Valle, che superato il progetto dello stadio, può tornare ad essere luogo d’incontro tra i cittadini e il Tevere;
-    Favorire i pedoni e la scelta di camminare in città, attraversando parchi, ville e, perché no, fruire della banchina del Tevere come alternativa alla congestione del traffico e come forma di benessere individuale. Un’occasione per osservare la Città, un punto di vista privilegiato - anche per scoprire animali e piante che ci circondano.

Rifiuti e cassonetti stradali

RIFIUTI
-    Roma non può essere sporcata dai rifiuti, occorre recuperare il Piano di progressiva diffusione della Raccolta Differenziata Porta a porta in tutta la Città, per consentire l’eliminazione dei cassonetti stradali - attorno ai quali si addensano troppo spesso rifiuti abbandonati -  vere e proprie micro-discariche h24 che attraggono la fauna selvatica alla ricerca di un facile pasto. Un obiettivo praticabile, come anche quello di implementare la pratica del compostaggio domestico, del riuso e della riparabilità dei beni. Non meno rilevante ed urgente è la realizzazione di Isole Ecologiche, Impianti di compostaggio e TMB, se a servizio questi ultimi della filiera del riciclo;
-    occorre urgentemente contrastare il fenomeno delle discariche abusive, diffuse su tutto il territorio cittadino, anch’esse attrattive per la fauna selvatica, foriere anche di alimenti contaminati da sostanze tossiche e della possibile propagazione di malattie a causa del potenziale contatto tra individui diversi (anche tra fauna selvatica e domestica);
-    garantire l’efficientamento del servizio di svuotamento dei cestini presenti nelle tante aree “verdi” della Città, programmando adeguatamente il calendario di servizio anche in considerazione di quelle giornate - festivi - che vedono una importante concentrazione di pubblico nella singola area.

Fiume Tevere

TEVERE
-    È necessario promuovere la conoscenza del Fiume con risorse dedicate, aumentando la consapevolezza del suo valore e della sua identità, al fine di riscoprirne le caratteristiche naturali che ne fanno a tutt’oggi un “luogo ricco di biodiversità”;
-    definire nuove modalità di gestione degli impianti di depurazione che in occasione di piogge abbondanti - fenomeno sempre più frequente - riversano nelle acque del fiume grandi quantità di sostanze inquinanti raccolte dalle strade e che contribuiscono a determinare gravi morie di pesci;
-    favorire la fruizione delle sponde, anche nei tratti oggi limitati dalla presenza di soggetti privati, individuando nuove modalità di gestione che siano attente al Fiume e agli ambienti ricostituitisi spontaneamente lungo le banchine, sostenendo ove possibile, processi di rinaturalizzazione anche negli spazi limitrofi alle sponde, nelle aree lontane dal centro-città.

Urbanistica a Roma

URBANISTICA
-    La Rete Ecologica individuata negli elaborati del PRG approvato nel 2008 è stata oggetto di modifiche nella Variante urbanistica adottata dal Commissario Straordinario con Deliberazione n. 48 del 7.6.20216. Non essendo stata approvata entro cinque anni, questa Variante è ormai decaduta. Si pone quindi la necessità di aggiornare la Rete Ecologica approvata nel 2008, tenendo anche conto degli ambiti ad elevata qualità ambientale rappresentati nel Piano Territoriale Paesistico Regionale del Lazio, recentemente approvato in data 21.4.2021 (aree classificate come paesaggio naturale e agricolo di rilevante valore paesaggistico). Aggiornare dunque e rileggere la Rete Ecologica nella sua attualità, si pensi ad esempio alla periferia orientale della città con il Parco archeologico di Centocelle, il Parco della Serenissima, al Parco archeologico Tiburtino, al Parco Prenestino ex Snia Viscosa, al Parco della Mistica;
-    il consumo di suolo in Italia ed a Roma, e le sue conseguenze anche sulla biodiversità, è ben descritto dall’ISPRA nel Rapporto "Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizione 2021”
Dal Rapporto si evince che sono stati consumati fino ad oggi solo nel territorio di Roma Capitale migliaia di ettari di suolo anche nelle aree protette e nelle aree a pericolosità alta (P3). Si pone quindi la necessità di fermare ulteriore consumo di suolo, a partire dalle aree protette, da quelle con pericolosità idrogeologica e da quelle con maggiore densità abitativa e con minore disponibilità di aree verdi;
-    Il territorio di Roma Capitale è esposto a notevoli rischi: idraulico per l’esondazione dei corsi d’acqua; frane da pendio; voragini determinate dal dissesto delle cavità sotterranee; sismico; etc. La presenza di questi rischi comporta la necessità di una attenta valutazione nel pianificare e realizzare nuove trasformazioni urbanistiche, necessità che è stata peraltro già recepita dalla normativa regionale in materia, la quale ha disposto che prima della adozione di strumenti urbanistici generali e attuativi venga verificata la idoneità geologica e sismica delle aree interessate (DGRL 2649 del 18.5.1999 e DGRL 545 del 26.11.2020). La necessaria mitigazione del rischio idrogeologico e sismico debbono quindi concorrere all’obiettivo di contenere al massimo il consumo di suolo, orientando le trasformazioni urbanistico-edilizie a recuperare e riqualificare il tessuto urbanistico già realizzato.

Il fosso nel Parco degli Acquedotti

VERDE URBANO
-    Alberi, Ville storiche, Giardini pubblici e privati sono solo parte dell’immenso patrimonio verde che la Capitale può vantare e che necessita di cure costanti, oltre che strumenti adeguati. Sembra necessario dunque aumentare il personale dedicato - Ufficio Giardini - ed ove si volesse esternalizzare servizi quali le potature, sarebbe imprescindibile che l’Amministrazione garantisse oltre alle linee di indirizzo anche una forte capacità di supervisione e controllo;
-    predisporre una programmazione vivaistica improntata al legame con il territorio ed adeguata agli impegni che chiedono sia il rinnovamento del patrimonio arboreo cittadino oltre che le opere di forestazione urbana suggerite dalla crisi climatica;
-    oggi, in tutto il Paese, la cura e la gestione del “patrimonio verde” appaiono fortemente condizionate dalla percezione del rischio, della quale sono frequentemente vittime alberi in grado di erogare ancora importanti servizi ecosistemici all’ambiente che li ospita, alla comunità che vive il territorio. Occorre sperimentare un nuovo approccio alla pianificazione degli interventi che consideri l’albero nella sua complessità e non come mero “prodotto forestale”. Una scommessa culturale che sarebbe importante partisse dalla Capitale.