canoa nel lago

I grandi fiumi del mondo si incontrano nella Capitale: ma per il WWF Roma nel dibattito manca la forza del "pubblico"

Una immagine della carenza d'acqua nel lago di Bracciano

Si è svolto a Roma per tre giorni in Campidoglio il Convegno Internazionale "Acqua e Clima. Incontro dei grandi fiumi del mondo" i cui risultati molto probabilmente saranno presentati dal Ministro dell’Ambiente Galletti a Bonn tra il 6 e il 17 novembre nell’ambito della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite per il clima.

Alla tre giorni di Roma, oltre al Ministro, hanno partecipato tra gli altri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi e i 47 gestori dei bacini idrici. Tutti hanno sottoscritto un atto che dichiara un obiettivo comune: fare in modo che una forte attenzione su fiumi e laghi entri e sia centrale nei negoziati in essere contro i cambiamenti climatici. Secondo quanto dichiarato da Virginia Raggi questo patto “può modificare l’approccio di istituzioni, cittadini e aziende nei confronti della più preziosa delle nostre risorse naturali: l’acqua. Uniti possiamo contrastare siccità, alluvioni, innalzamento del livello del mare, inquinamento di laghi e fiumi”. Il WWF, in tutta Italia, ha seguito per tutta la scorsa estate le vicende legate ad un fenomeno siccitoso senza precedenti, dal quale siamo usciti tutt'altro che vittoriosi, amplificato da un incremento di incendi rispetto agli anni passati che ancora oggi non smette di colpire alcune regioni.

Il lago di Bracciano

Sembra dunque d’obbligo una riflessione nell'alveo del dibattito tenutosi nella Capitale, per chi vive ed opera nel territorio della Città Metropolitana. Per il WWF Roma e Area Metropolitana Il territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale ha subito danni ambientali incalcolabili, che hanno condotto il Lago di Bracciano sull'orlo del collasso e fatto attivare un'allerta razionamento che per la prima volta raggiunge il cuore della città eterna. Nel frattempo, l'amministrazione regionale ha autorizzato ad ACEA un aumento di prelievo dalla sorgente del Pertuso che alimenta il fiume Aniene. Dopo aver messo a rischio un intero ecosistema lacustre di un Parco Regionale Naturale, il nuovo azzardo minaccia l'Aniene.

il fiume Aniene nella Riserva Naturale

Si perché se dall'una cambiamenti climatici e siccità hanno determinato condizioni senza precedenti è pur vero che la gestione della risorsa idrica non gode esattamente di scelte lungimiranti. Spesso si assiste ad interventi tampone, effimeri quanto dannosi, mentre mancano provvedimenti strategici che consentano di favorire un uso razionale della risorsa nei comparti industriale ed agricolo oltre che porre finalmente uno stop alle deroghe urbanistiche. Occorre poi aggiungere una considerazione che accomuna Bracciano ed Aniene nella leggerezza con la quale si consente un prelievo del tutto insostenibile. ACEA dispone di una quantità d'acqua enorme che percettivamente non giustifica la richiesta di razionamento e il cui uso dovrebbe essere reso più trasparente. In Italia il referendum del 2011 evidenziò con chiarezza l'orientamento del Paese in materia di gestione della risorsa idrica, ma quello a cui assistiamo, anche nella Capitale, non rispetta quel mandato. Deboli le scelte, se non errate, debole o assente l'indirizzo ed il controllo da parte del pubblico, è urgente che ai buoni propositi seppur apprezzabili seguano segni ed atti tangibili e responsabili.

Il fiume Aniene a Colli Aniene con gabbiani comuni