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Valle della Caffarella a Roma: passeggiata in una mattina di giorno feriale

Valle della Caffarella in primavera

La valle della Caffarella (nel Parco Regionale dell’Appia Antica) si estende per circa 180 ettari con una grande varietà di specie botaniche e di ambienti che vanno dai campi coltivati a piccoli e fitti boschi popolati da una ricca fauna composta da importanti specie tra le quali il gheppio, il riccio, la volpe e vari rapaci notturni.

La valle, attraversata dal fiume Almone, sacro agli antichi romani, si è originata geologicamente dallo stratificarsi di sedimenti piroclastici (tufi e pozzolane) del vulcanesimo laziale. Ringraziamo Alessandro Fiorillo, Franco Menenti e Mario Paloni per le immagini e per il resoconto

C'è anche allevamento nella Caffarella

GEOMORFOLOGIA
La valle della Caffarella è stata formata dal fiume Almone che ha scavato i depositi tufacei eruttati dalla forte attività esplosiva dei Colli Albani tra 700mila e 360mila anni fa. Le pareti tufacee sono ben visibili ai due lati della valle e costituiscono i maggiori rilievi di tutta la campagna romana; la loro consistenza le rende molto adatte all’escavo in esse di grotte e cunicoli. La base della valle è invece costituita dai materiali alluvionali del fiume Almone.

Almone terzo fiume di Roma

FLORA E FAUNA
E’ un ambiente particolarmente vario quello che offre la valle, con un’abbondante presenza di querce, una volta diffuse in estese foreste nella campagna romana, poi decimate da edilizia, agricoltura e sostituzione con altre specie, quali ad esempio, il pino domestico. Lungo il fiume sono presenti pioppi, salici, felci ed equiseti tipici di zone umide. Tra i mammiferi si trovano ricci, talpe, donnole e persino qualche volpe; fra i ruderi abbondano i pipistrelli. Tra gli uccelli si segnalano il gheppio e altri rapaci notturni: questi animali, al vertice della piramide alimentare, sarebbero i primi a risentire di uno squilibrio nella catena e quindi la loro presenza è segno che non è ancora tutto compromesso. Nel canneto, lungo il fiume, abbondano rospi, rane, bisce.

Esemplare di Gheppio maschio nella Valle della Caffarella

QUADRO STORICO
Esteso poco più di 190 ettari la Valle della Caffarella deve la sua importanza storico-culturale alla sua ubicazione tra due principali vie della antichità: la via Appia Antica e la via Latina, con presenza di molti monumenti che furono costruiti nel corso dei secoli. Le notizie più antiche risalgono al III sec. a.C. quando parte della Caffarella era posseduta dalla famiglia di Attilio Regolo. Nel II sec. d.C. fu proprietà della famiglia di Annia Regilla, che lo portò in dote al facoltoso e potente marito Erode Attico. Alla morte di questo, dal III sec d.C., la tenuta entrò nel Demanio imperiale. Fu allora che Massenzio vi edificò il suo palazzo, il circo e la tomba del figlio Romolo. Caduto l’ impero tutta l’area fu progressivamente abbandonata e incorporata nel patrimonio ecclesiastico. Nel Medioevo la zona divenne strategicamente importante e furono costruite numerose torri fortificate. In questo periodo la valle appariva coperta di marmi di antichi edifici e veniva usata come cava. Nel XV sec la valle assistette ad una serie di manovre militari durante i tentativi del Regno di Napoli di controllare la città. Fu nel XVI sec. che la valle assunse il nome definitivo: i Caffarelli, nuovi proprietari, ricondussero il complesso ad una funzionale azienda agricola, al centro della quale edificarono il casale della Vaccareccia. Il fondo passò poi nel 1695 ai Pallavicini, e da questi nel 1816 ai Torlonia che completarono l’impianto idrico. Nel secolo scorso la Caffarella era sfruttata anche come cava di pozzolana, utilizzata negli edifici della Roma umbertina.

Zona umida alla Caffarella

NUMEROSI I MONUMENTI STORICO-ARCHEOLOGICI
PORTA DI S. SEBASTIANO. Monumentale punto di accesso alla città. Nelle torri e lungo i camminamenti è disposto il Museo delle Mura. Dietro la porta l'arco dell'acquedotto che riforniva le Terme di Caracalla.
TOMBA DI GETA. Il sepolcro di età imperiale è attribuito a Geta, fratello di Caracalla, da questi ucciso nel 212 d.C. E’ sopravvissuto perché nel Medioevo fu usato come posto di vedetta.  Nel ‘700 venne costruito il piccolo casale sulla sommità
TOMBA E CASALE DI PRISCILLA. Nucleo cementizio di una tomba cilindrica sormontata da una piccola torre tronca di età medievale. La tomba è attribuita a Priscilla, moglie di un potente liberto dell'imperatore Domiziano.
QUO VADIS?. Nome con cui è nota la chiesa S.Maria in Palmis, fatta costruire nel 1620 da Clemente VIII e rielaborata nel 1637 dal Cardinal Barberini.  Deve quel nome alla leggenda secondo cui S.Pietro fuggendo da Roma, proprio qui incontrò Cristo che lasciò le sue impronte su una roccia
TOMBA DI ANNIA REGILLA. Sepolcro a tempietto del II sec.d.C. ben conservato perché usato in passato come fienile.  Dedicato da Erode Attico alla moglie Annia, l’interno è tuttavia costruito come colombario.  La tradizione ce lo ha tramandato come Tempio del Dio Redicolo (del ritorno)
CASALE DELLA VACCARECCIA. Costruito nel 1547 dai Caffarelli, allora proprietari della valle, inglobando una torre medievale.  Assunse la conformazione definitiva quando nel 1816 la proprietà passò ai Torlonia. Il casale è tuttora attivo
NINFEO DI EGERIA. Grotta artificiale del II sec. d.C. probabilmente facente parte del Triopio di Erode Attico come piacevole luogo di riposo estivo:  infatti esso sorge in prossimità di una sorgente di acque acidule-oligominerali.  Erroneamente intitolato ad Egeria nel ‘700, divenne un’osteria nell’800
S. URBANO. Tempio di Cerere e Faustina del II  sec. d.C. fatto edificare da Erode Attico in prossimità della sua villa.  Pressoché intatto perché trasformato in luogo di culto cristiano già nel VI sec. e dedicato S. Urbano.  L’interno presenta affreschi del XI sec. Ulteriori informazioni.
TORRE DEL PONTE. Realizzata nel XII-XIII sec., questa torre doveva difendere il ponte in muratura che, scavalcando l’Almone, collegava la via Appia Antica con la via Latina
COLOMBARIO COSTANTINIANO
CAVE sotterranee di tufo e pozzolana di epoca romana riutilizzate anche nell’800. Le gallerie erano necessarie per raggiungere i materiali più pregiati.
FOSSE ARDEATINE. Luogo ove il 23 marzo 1944 ebbe luogo l’eccidio delle fosse Ardeatine In una di queste grotte. Originariamente si presentava come una delle tante cave di tufo  e pozzolana della zona; dopo la guerra è stato trasformato in sacrario.
CIRCO DI MASSENZIO E TOMBA DI ROMOLO. Il complesso racchiude i ruderi della residenza imperiale di Massenzio. La tomba del figlio Romolo, ivi deposto nel 309 d.C., fu trasformata in casale agricolo dai Torlonia nel '700. In secondo piano il Circo, al di là del quale sorgeva il Palazzo imperiale.
MAUSOLEO DI CECILIA METELLA. La sepoltura della figlia di Q. Cecilio Metello Cretico, moglie di Marco Crasso, fu eretta nel 50 a.C. Fu modificata nel XI secolo e trasformata in torre inserita dai Conti del Tuscolo nel quadrilatero fortificato che chiudeva la via Appia Antica. In seguito divenne il "mastio"angolare del Castello dei Caetani.
CATACOMBE DI S. CALLISTO
BASILICA E CATACOMBE DI S. SEBASTIANO. La Basilica risale agli inizi del IV secolo. Dopo il IX secolo fu dedicata al martire sepolto nelle adiacenti catacombe, articolate su quattro piani, alle quali si accede dalla chiesa. Iniziate dopo la metà del III secolo sono state le prime ad essere state così denominate (dal greco Katà Kymbas) e le uniche ad essere state sempre frequentate.
BIBLIOGRAFIA
 “Spiccioli di natura” del Comitato per il Parco della Caffarella
“Via Appia” di L. Quilici
“A piedi nella Roma Antica” di A. Lozzi -Bonaventura